MAN OF STEEL: LA RECENSIONE ★★☆☆☆

Man-of-Steel-Kal-El★★☆☆☆

Superman begins |

superman-man-of-steel-film-new-poster (1)Il nolaniano racconto di come Superman abbia iniziato a scoprire i propri poteri sulla Terra e imparato a relazionarsi con noi umani trovava nella regia del discepolo Zack Snyder, la cui carriera è stata illuminata da 300 e Watchmen, un’interessante premessa per realizzare un progetto che avrebbe dovuto tenere aperte le porte per un successivo film sulla Justice League. Così Nolan deve aver cercato di insegnare a Snyder come dirigere un film sulle orme del suo Cavaliere Oscuro, dotando i personaggi di una caratterizzazione efficace e realistica. Ma la disciplina rigida spesso non giova all’allievo; quasi sempre, se non gli inculchi un insegnamento, questi ripeterà i suoi errori all’infinito. Così, Snyder, studente oltremisura testardo, convinto ancora che quei suoi vezzi registici (zoomate improvvise su tutti) possano ancora piacere a qualcuno (scriveteci se per caso siete quel qualcuno!), decide di regalare al proprio maestro qualche (seppur minima) soddisfazione, e allora David Brenner prova a montare il film in modo non del tutto chiassoso aiutandosi con lo score di Hans Zimmer e con alcune sequenze di tormentata vita quotidiana dell’eroe che, sforzandosi di citare Nolan, finiscono per farlo rimpiangere. Alla fine però, ed è quello che più dispiace, la sofferenza che i personaggi dovrebbero rappresentare diventa pura inespressività. Clark Kent rimane un estraneo a cui Henry Cavill dà i muscoli ma non l’anima, il suo padre adottivo (il bravo Kevin Costner) viene ridotto dalla brutta sceneggiatura di David S. Goyer ad una maschera in secondo piano e lo stesso vale per i personaggi di Amy Adams, Russell Crowe e persino per il villain Zod di Michael Shannon.

Ma come a scuola, devi imparare per te stesso, non certo per far piacere al maestro (che non perde nulla della sua fama). Così Snyder si dimostra anche discretamente abile con il mezzo cinematografico, ma a udienze Nolan direbbe che “il ragazzo non si applica abbastanza”, che è pigro e che in classe si distrae facilmente. Naturalmente l’allievo potrebbe replicare a questo punto facendo notare come il compito in classe fosse al di là della sua portata, come Man of Steel fosse un’impresa persa in partenza, sotto il segno di un personaggio che nel fumetto di umano non ha niente e che nel film vorrebbe avere tutto. Vero è che se Snyder fosse inverosimilmente riuscito nell’impresa di regalare a Superman il film definitivo, avrebbe dovuto per forza di cose superare il suo stesso maestro, uno che è forse il più grande autore di blockbuster contemporaneo capace in dieci anni di cambiare per sempre Hollywood. Ma quando poi vedi Superman che nuota tra le balene per poi dirigersi in fretta e furia nella savana africana per una prova di volo capisci che c’è qualcosa che non va soprattutto in chi lo ha diretto.

Mentre IB sta scrivendo questo articolo, Snyder è da qualche parte a dirigere il sequel del film, in cui incontreremo persino Batman interpretato da Ben Affleck. Le premesse non sono certo delle migliori…

E a voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...