FLIGHT: LA RECENSIONE ★★★★☆1/2

flight2★★★★☆1/2

Flight vola alto! |

flight-robert-zemeckis-213174Che giri un cartone natalizio in motion capture per la Disney o che porti in scena storie avventurose nel futuro, Robert Zemeckis riesce sempre a coinvolgere lo spettatore. In effetti la versatilità del regista di Flight è cosi evidente, ed è cosi piacevole accostarsi ad ogni suo nuovo lavoro che ci facciamo coinvolgere immediatamente in questo film, ancora un po’ storditi dalle riprese da ottovolante di A Christmas Carol ma fiduciosi della serietà e delle potenzialità di quest’ultimo progetto.

Flight, fortunatamente, non ha nulla a che vedere con precedenti come Polar Express (e come potrebbe d’altronde?): moderato, realistico, duro, ci arriva senza mezzi termini come un pugno sul muso. L’inizio sonnacchioso e pieno di deviazioni pericolose per il cinema hollywoodiano che rischiano di alimentare polemiche sul rating (la nudità della prima scena, il riferimento all’industria del porno) lascia spazio, dalla scena mozzafiato dell’incidente in poi, ad una storia di redenzione e coraggio ottima nella sua costruzione moderata e giudiziosa. Senza strafare infatti, Zemeckis pondera con attenzione le proprie scelte, scioglie due volte il re dei cammeo sua maestà John Goodman, affida ad Alan Silvestri il compito di comporre quello che si rivelerà uno score adeguato all’atmosfera del film e porta Flight nell’Olimpo dei suoi film migliori. Questo dramma è immediato, potente ed estremamente toccante, e nella figura del pilota che cerca di limitare i danni di un aereo che si schianta al suolo si può intuitivamente leggere la metafora stessa del protagonista, un uomo disperato alla ricerca di un atterraggio di fortuna in una vita sbandata. Sempre più raramente le tipiche storie americane di caduta e riscatto riescono a essere cosi convincenti, e Zemeckis riesce a fare in modo che il suo indiscusso e indiscutibile patrimonio tecnico sia per una volta capace di “asciugarsi” senza per questo eclissarsi, facendosi largo tra le sabbie mobili delle centinaia di film mediocri con immagini che rimangono impresse nella memoria.

Denzel Washington ci mette il cuore in quella che rimane una delle sue prove più importanti e il suo capitano dipendente da droghe e alcool difficilmente riuscirà a farci salire su un aereo senza dare almeno una sbirciatina nella cabina del pilota per vedere che tutto sia al proprio posto. L’aereo del film si è drammaticamente schiantato al suolo, ma Flight vola alto, anzi altissimo! Zemeckis intanto si rialza definitivamente dopo il flop di Polar Express e i dubbi di A Christmas Carol. Perchè schiantarsi è lecito. Ma decollare di nuovo è un obbligo.

E a voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

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