COME UN TUONO – LA RECENSIONE ★★★★★

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Un capolavoro intelligente ed emozionante |

locandinapg4Come sorprendere lo spettatore nei tempi dei kolossal in tre dimensioni e dei sequel seriali? Come rendere originale un film drammatico, quando di drammi ne sono stati raccontati di ogni tipo? La risposta è Come un tuono di Derek Cianfrance.

Completamente autonomo e in nulla debitore nei confronti di altre pellicole, questo film potrebbe in fin dei conti basarsi su una semplice domanda: come lasceremo il mondo ai nostri figli? Cianfrance è abbastanza intelligente da non intravedere la possibilità di un futuro libero dai peccati di padri negligenti e madri libertine, ma il ritratto devastante della periferia americana risulta tanto pessimista (nonostante alcuni toccanti momenti di speranza) che difficilmente riuscirete a credere ad un avvenire felice per i vostri figli. Nonostante questo, Come un tuono è anche un film profondamente romantico. Cianfrance ci fa assistere a storie d’amore che si riaccendono, vite che si spengono, carriere che decollano: tutto quello cioè che fa bene e male ad ognuno di noi.

Suddividendo il film in tre atti, il regista, che pure si era avventurato in montaggi alternati in occasione del meno riuscito e più acerbo Blue Valentine, rischia evidentemente che il suo film manchi della continuità logica necessaria ad una facile fruizione. Fortunatamente, tutto fila liscio. Mentre nella parte iniziale la vicenda straziante di Gosling sembri spianare la strada ad un film sui crimini a fin di bene, Cianfrance coglie impreparato il suo pubblico facendo prendere al film una direzione del tutto imprevista. Ma per quanto la trama brilli per originalità e freschezza, è la recitazione il vero fiore all’occhiello del film. Le cose che sorprendono non sono tanto il cuore di Gosling, la dedizione professionale della Mendes o la prova di un brav(issim)o Bradley Cooper, bensì i ruoli minori, le comparse capaci di gestire lunghi primi piani e soprattutto i giovani nella parte finale, tra i quali giganteggia un meraviglioso Dane DeHaan. Persino il neonato Jason, il figlio di Gosling, sembra dare l’idea di aver studiato la sua parte quando se la ride mentre gli viene offerto del gelato.

Duro, emozionante e bellissimo, Come un tuono lo si guarda più volte, eppure lascia sempre lo spettatore con la voglia di vederlo ancora. È si la storia di tre generazioni, di uomini e di amori. Ma è soprattutto lo spaccato irrimediabilmente pessimista di un’America gettata nel caos di un mondo giovanile allo sbando. Un capolavoro intelligente, emozionante e realistico.

A voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

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4 risposte a “COME UN TUONO – LA RECENSIONE ★★★★★

  1. Lo vidi moltissimi film fa e non lo ricordo perfettamente, ma non posso dimenticare che il terzo atto non mi piacque per niente. Una storia in un cui SPOILER fai morire un personaggio principale a un terzo del film è coraggiosa oltre che realistica: distrugge la legge del protagonista invulnerabile. A parer mio tutto questo incredibile realismo si perde quando iniziano ad esserci tutta una serie di coincidenze proprio nella terza parte.

    Se Cianfrance avesse fatto morire il secondo protagonista nel bosco e avesse seguito per il terzo atto il poliziotto corrotto, si sarebbe mostrato un altro aspetto della società partendo dal “cattivo” ovvero il ladro e arrivando al “buono”, ovvero un membro della polizia.

    Il tema sarebbe stato completamente diverso ovviamente, ma forse sarebbe stato più interessante.

    • A me invece sembra che il terzo atto riesca a dare al racconto una valenza universale, una prospettiva diversa e onestamente molto più toccante. Rimane un intreccio piuttosto insolito e singolare, ma alcuni temi hanno una valenza per ognuno di noi. Inoltre devo dire che Dane DeHaan, che la scorsa stagione abbiamo visto anche nello Spider Man di Webb, ha davvero delle ottime potenzialità. Sicuramente gli sviluppi che avresti gradito sono stati presi in considerazione dal regista, ma evidentemente Cianfrance voleva dare alla narrazione un taglio più intimo e meno dispersivo.

      • Sicuramente gran parte della mia delusione deriva da questo “fraintendimento” che ho avuto col regista, anche se non credo abbia considerato questa mia versione dal momento che il suo obiettivo era in effetti il terzo atto. In ogni caso sto esprimendo pensieri che probabilmente non sono neanche più miei visto che l’ho visto quasi un anno fa e che che riguardandolo potrei riscoprirlo completamente 🙂

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