EXODUS – DEI E RE: LA RECENSIONE ★★★☆☆1/2

DF-04525 - Moses (Christian Bale) charges into a fierce battle.★★★☆☆ 1/2

Il film che non ti aspetti dallo Scott degli ultimi tempi: un ritratto fedele alla Bibbia visivamente molto accurato e tecnicamente ineccepibile|

50195Girato in un lasso di tempo irrisorio, Exodus – Dei e Re costituisce il ritorno di Scott al genere storico, quello che sicuramente maggiore fortuna ha portato negli scorsi anni al cineasta britannico. Forse perché a detta di molti costruito come ennesima rappresentazione di scontri individuali già a capo di opere precedenti del film-maker, questo kolossal è stato accolto a dir poco freddamente. Cerchiamo allora di sfatare alcune false voci che girano attorno al film, o quantomeno di fornire una visione opposta a quella preponderante che circola in questi giorni, magari sforzandoci di controbattere alle accuse che vengono frequentemente mosse all’opera.

Exodus dedica poca attenzione ai personaggi di contorno? È vero, alcune pecche la sceneggiatura di Steven Zaillian (Schindler’s List) ce le ha, ma sorprendentemente tutti i personaggi descritti dalla fonte letteraria trovano una loro rappresentazione realistica e accurata, il che non era scontato in un film che, come dice qualcuno, altro non è che uno scontro tra due fratelli. Il cast di soli attori bianchi rende l’opera fastidiosa? Falso: alcuni volti noti resi irriconoscibili dal make-up sono veramente credibili calati nei panni degli antichi egizi, si pensi al faraone Seti interpretato da John Turturro o alla Tuya di Sigourney Weaver. Le licenze del regista sono troppe? Vero il contrario: l’Exodus di Scott è anzi un ritratto molto vicino a quello narrato nella Bibbia. E via discorrendo si potrebbero confutare molte delle cospirazioni di cui il film è vittima…

Conscio di come l’attenzione del pubblico vada scemando con lo scorrere del minutaggio, Ridley Scott riserva una maggior accortezza nella messa in quadro della prima parte per poi catalizzare l’attenzione sull’azione della seconda. Per quanto riguarda la descrizione dei personaggi, i rapporti tra di essi (basta una lancia scagliata da Bale per descrivere le gerarchie tra i due principi) e i rispettivi caratteri, tutto ciò di cui necessitiamo è già detto nel giro di una manciata di minuti, cosicché quando una profezia rende Ramses (un irrequieto Joel Edgerton) insicuro nei confronti di Mosè sappiamo che gli avvertimenti pronunciati dalla sacerdotessa del faraone nella prima scena non cadranno nel vuoto e che costituiranno invece l’elemento primario intorno al quale si svilupperà il kolossal. Il modo in cui la Storia procede è familiare, le ambientazioni in cui si svolge pure (anche se un plauso per la scelta delle location è d’obbligo), e nonostante qualche anacronismo la sensazione che si respira è veramente quella che tutti immagineremmo di provare se fossimo teletrasportati nell’Antico Egitto. Visivamente questa prima parte trae i suoi elementi migliori più dallo splendido cartoon Il principe d’Egitto (si veda come è stato truccato Ramses) che da I dieci comandamenti di De Mille. Nel secondo tempo, Scott si sfoga con un po’ di effetti speciali, riuscendo a descrivere le cruciali dieci piaghe non in maniera didascalica (come aveva fatto il film del 1957), cosa che avrebbe reso questa sessione centrale indigesta, bensì con una vera e propria escalation di fenomeni concatenati tra loro (o almeno questo ci viene suggerito da un consigliere del faraone). Ampie panoramiche e inquadrature mozzafiato riescono a facilitare lo spettatore nella visione di un kolossal che non è piaciuto troppo forse perché non del tutto congruente con l’idea di film mainstream che molti hanno. Scott infatti non dedica troppa cura a sviluppi che avrebbero reso il suo film un tantino più vicino alle aspettative del pubblico. Un esempio su tutti quello del matrimonio di Mosè con Zipporah (Maria Valverde), del tutto marginale nello scorrere della vicenda, per quanto messo in scena in maniera ineccepibile curandone la verosimiglianza storica.

Il merito di Scott -a cui si è soliti criticare un impegno sempre in calando- costituisce essenzialmente nell’aver dato vita ad un ritratto fedele di un evento centrale nella Storia del popolo ebraico senza troppi fronzoli o divagazioni, in buona sostanza senza inutili attualizzazioni. Il mondo dell’Antico Testamento è complesso e Ridley si limita a comunicarcelo: spiegarlo sembra davvero arduo per un film ad alto tasso di intrattenimento come questo. A Exodus allora si possono oggettivamente rimproverare davvero poche cose. La sceneggiatura costituisce evidentemente un problema soprattutto nei difficili scambi con Dio (a tal proposito i pochi spunti contenuti nell’Esodo non sembrano adatti ad una trasposizione cinematografica realistica come questa), e un maggior dialogo tra i due protagonisti avrebbe di certo giovato alle interpretazioni tutto sommato “normali” di Edgerton e Bale. Ma alla luce di quanto male se ne parla, vale la pena affermare che Exodus – Dei e re, per quanto non epocale, è certamente un episodio tecnicamente e visivamente eccellente nella carriera del suo regista.

E a voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

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10 risposte a “EXODUS – DEI E RE: LA RECENSIONE ★★★☆☆1/2

  1. su molti punti non sono ovviamente d’accordo, ma è normale avere punti di vista diversi. 😉
    Però una cosa su cui proprio non concordo è che gli “attoroni” sono calati nella parte. Io ho trovato la scelta dei grandi nomi per le piccole parti davvero inutile. Molti sono davvero fuori luogo e non credibili ( vedi la Weaver e Torturro). Però questo è il mio pensiero, ovviamente hai ragione, non è tutto da buttare. Ma generalmente non mi ha convinto troppo.

    Ciao e alla prossima!

  2. Bellissima recensione. Precisa, quasi inattaccabile. Non sono ancora riiscito a vedere questo film,ma ho avuto modo di leggere pareri molto negativi e davvero poco rassicuranti. Finalmente trovo qualcuno che veda questa pellicola in maniera differente e mi fa piacere soprattutto per la stima che ho nei confronti del buon Ridley e soprattutto di Bale. Comunque quando riuscirò a vederlo potrò esprimere un giudizio. Spero davvero che quando tornerò qui a commentare o scriverò la mia recensione sarò d’accordo con te.

  3. Ciao Ivan, forse allora non sono l’unico a cui il film è piaciuto ! Ho trovato la parte centrale del film, quella delle piaghe per intenderci, davvero molto curata e ben fatta. Poche cose sono lasciate al caso o addirittura rimaste incompiute, le critiche piovute su questa pellicola sono immeritate (a mio modo di vedere).

    • Fortunatamente condividi il mio giudizio. Purtroppo penso che il film sia stato vittima di una sorta di reazione a catena per cui gli ultimi lavori di Ridley Scott vadano criticati a prescindere. È vero, Scott è incappato in svariati fallimenti ultimamente (Robin Hood, di cui se ti interessa ho scritto poco tempo fa una recensione), però è anche vero che film belli ne ha realizzati anche di recente, pensa a Prometheus!

      Grazie del tuo commento! Continua a seguirmi 😉

      • Ridley Scott ultimamente ha avuto un rendimento altalenante, ma il talento e la bravura sono fuori discussione… Aspettando Prometheus 2 😄

      • Già! Prima in programma c’è The Martian con Matt Damon, poi non ho ben capito se Ridley girerà il sequel di Prometheus o se vestirà i comodi panni di produttore.

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