TRANSFORMERS 3 (2011)

FILM (di M.Bay)

TRANSFORMERS 3-THE DARK OF THE MOON ● PARAMOUNT/HASBRO

transformers-3-dark-of-the-moon-unknown-spacecraft1Michael Bay, il cui La vendetta del caduto non ha soddisfatto praticamente nessuno, torna con un terzo episodio fracassone e impacciato, improntato su un evento storico evocativo e affascinante come solo il viaggio sulla luna sa essere, cercando di riguadagnarsi l’attenzione del pubblico con mezzi solitamente convincenti: ironia ed effetti speciali a gogo. Di materiale a disposizione per concretizzare la rinascita della saga ce ne sarebbe, e molto anche: la (solita) azione roboante e minuziosamente studiata dei corpi dei Decepticos e degli Autobots che si trasformano, la potenza delle immagini in digitale del paesaggio lunare, la possibilità di proiettare una storia radicata nel passato in un presente metropolitano e il fascino di porre domande suggestive per quanto bislacche sulla possibilità di segreti nascosti dalla Nasa circa lo sbarco di Amstrong e compagni sul nostr satellite.

Come al solito però la produzione del cineasta Michael Bay nasconde, sotto al suo involucro neanche troppo spettacolare, una vicenda noiosa, di una durata spropositata (151 minuti di 3D), che commette errori tanto elementari da far rimanere deluso persino lo spettatore meno attento a determinati risvolti. Riferendoci a Bay non possiamo salvare neanche il suo team. William Goldenberg e Roger Barton al montaggio si dimenticano che film come questi non possono durare tanto a lungo, mentre decido di non soffermarmi troppo sulla sceneggiatura di Eheren Kruger, appesantita da dialoghi assordanti nella loro retorica e banalità, molti dei quali evitabili, stridenti con il contesto, insignificanti e fuori luogo.

A salvare il film dal più totale e largamente previsto flop artistico ci sarebbero inquadrature e scorci visivi buoni nella prima parte (che ci descrivono il primo passo dell’uomo sulla Luna e le sue conseguenze, accompagnati inoltre da false sequenze d’archivio ad intermittenza che però ci appaiono fuori luogo in tale contesto), meno nella seconda. Per buoni che siano però, fungono soltanto da antipasto, quasi ad ampliare un divario dialoghi/immagini che non può essere colmato nemmeno quando la cinepresa ritorna sulla terra. E’ anzi a  questo punto che il film va verso territori insidiosi che mescolano episodi tristemente significativi della storia dell’umanità (un richiamo a Chernobyl sinceramente evitabile) e scontri su strada disastrosi e purtroppo mai accompagnati da un minimo concetto di epica. C’è poi tutto un substrato da commedia nel film, con la nuova fiamma di Shia LaBeouf, la Carly di Rosie Whiteley,  a sostituire Megan Fox; e di un’ironia stridente e involontaria (scappa una risatina alla patetica distruzione del Lincoln Memorial).

In definitiva troviamo azione, tecnica digitale, palazzi rasi al suolo e nessun coinvolgimento emotivo: di Transformers possiamo dire di averne abbastanza.

Verdetto:

Reviewed by I.B.

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