THE TREE OF LIFE (2011)

FILM (di T.Malick)

THE TREE OF LIFE ● 01 Distribution

the_tree_of_life_7Terrence Malick è forse l’autore contemporaneo più degno di essere chiamato artista, e, a discapito dei pochi titoli che ne compongono la filmografia, il suo nome è garanzia di qualità.

Il film segue la vita di Jack, figlio di un padre severo e gelido (Brad Pitt) e di una madre fin troppo comprensiva (Jessica Chastain), dalla nascita fino all’età adulta dove si interroga su un’infanzia turbata e sul senso della vita. L’albero della vita è un complesso sistema di rapporti umani tra i membri dellla società familiare, ma non solo: le nostre relazioni sembrano estendersi fino agli elementi naturali nei quali Malick ricerca un’armonia di suoni e visioni, il tutto attraverso una sontuosa fotografia. Le emozioni infantili sembrano essere simili a prati verdeggianti e freschi ruscelli; nell’età adulta invece il tutto si trasforma in un paesaggio urbano che, estendendosi verso l’alto, quasi sembra estraneo agli occhi di Jack, un grande Sean Penn.

Il regista parte dalla nascita di un fanciullo (lo stesso Jack) per raccontarci la storia naturale della Terra, vista sempre come luogo anarchico che l’uomo non può controllare. Alcune immagini sono potenti, altre immediate o evocative, ma mai banali. Certo, a chi cerca le emozioni forti di una narrazione d’impatto dovrà necessariamente cercare altrove. E nonostante questo, The tree of life è commovente, intuibile, capibile (forse). Aperto alle discussioni, in particolare sul tema presente e pressante dell’ateismo e della fede, il film non prende una posizione chiara, anche se la sequenza finale è un inequivocabile tentativo di ricercare la stessa armonia della Natura in una realtà mistica o comunque alternativa, per non dire paradisiaca. Se nella prima parte del film Malick trova la meraviglia nella realtà, fantasticando con giochi di luci ed ombre e riscoprendosi un bambino alla ricerca di una verità da adulto, all’ultimo sembra cambiare idea su quella potente visione di porte che si aprono nel deserto e l’umanità che fa pace sul bagnasciuga e ci rispedisce nell’ambiguità della metropoli. Il tutto per farci rimuginare sulle illusioni di una vita in cui la conciliazione con il prossimo è possibile ma non probabile.

Verdetto: ▲▲▲▲▲

Reviewed by I.B.

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