RAPUNZEL-L’INTRECCIO DELLA TORRE (2010)

FILM (di N.Greno; B.Howard)

TANGLED ● WALT DISNEY PICTURES

tangled-rapunzel-and-flynn-ryder_00446807Benché costantemente attenta all’uso di tecnologie all’avanguardia e alle moderne tendenze cinematografiche, la Disney non ha mai rinnegato le sue origini. Nella produzione classica della casa un ruolo fondamentale lo hanno avuto, come sapete tutti molto bene, le principesse, protagoniste di un cinema femminista il cui però target di riferimento non erano, o almeno non lo erano soltanto, le bambine. Nessuna sorpresa quindi se Rapunzel, principessa mancante nel listino originale dei classici della casa, sia stata alla fine portata sullo schermo con l’ennesima rivisitazione della favola dei fratelli Grimm. Rapunzel è una principessa mancata, allegramente pazzerella e inconsciamente affascinante, nelle mire di una figura materna pericolosa, e non del tutto capace di comprendere che cosa significhi amare qualcuno. Naturalmente cercare il successo in tempi moderni implicava l’introduzione di un comprimario maschile e di una spalla comica che alleggerissero l’impatto drammatico della pellicola: la scelta ricade su Flynn Rider, un brigante in attesa di redimersi, e un simpatico camaleonte che ripercorre le stesse dinamiche del granchio Sebastian ne La Sirenetta. Ma non basta: anche un substrato da cinema action con tanto di cattivoni e incantesimi era cosa quasi obbligata per spettacolarizzare il film. Disney ha fatto quindi una mossa ben precisa, una scelta aziendale.

Peccato però che tali scelte richiedessero un supporto tecnologico adeguato, ma, nonostante il budget stratosferico messo a disposizione dalla casa, l’eleganza dell’animazione e la resa di alcuni effetti potrebbero risultare mediocri se comparate con la qualità di un film Pixar (belli alcuni scorci da dipinto ma il resto regala poco o nulla). Queste scelte richiedevano un’elaborazione che potesse allontanare i personaggi dalla loro prevedibilità per costruire una versione più coinvolgente e divertente della nota favola. Queste scelte facilitano i più piccini nella scelta del personaggio per cui patteggiare e su quale al contrario riversare le proprie paure, ma gli adulti faranno molta fatica ad arrivare ai titoli di coda senza uno sbadiglio o una sbirciatina all’orologio. Queste scelte spingono Rapunzel ad un consenso di massa (se la matematica del box-office non è un opinione) ma non ad un vero e proprio trionfo artistico. Queste scelte portano ad una realizzazione in alcuni punti anche piacevole, ma tristemente mediocre e mal riuscito sia se paragonato alle altre fiabe Disney sia se confrontato con altre opere più moderne della filiale Pixar.

Verdetto: ▲▲

Reviewed by I.B.

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