MELANCHOLIA (2011)

FILM (di L. Von Trier)

MELANCHOLIA ● BIM

melancholia-8Come il titolo stesso suggerisce, questa, che è tra le ultime fatiche del regista Lars Von Trier, è un’opera che parla in gran parte della melancolia. E lo fa in modo del tutto originale. Il film segue nella prima parte la tormentata cerimonia matrimoniale di Justine (Kirsten Dunst), giovane donna alle prese con la depressione; nella seconda assistiamo ad un estratto di vita di sua sorella Claire mentre cerca disperatamente di consolare Justine e di allontanare le sue paure esistenziali alimentate dall’imminente collisione del pianeta Melancholia con la Terra.

Lars Von Trier firma un film difficile e maturo, di certo non leggero. Pensate soltanto al fatto che il pubblico dovrà assistere al ricevimento degli sposi per più di 50 minuti e avrete una vaga idea di quanto il regista chieda ai suoi spettatori. Se a questo aggiungete cinque minuti iniziali di fermi immagine e uno stile che si serve di una cinepresa portata a mano con zoomate improvvise che rendono il tutto molto realistico e molto poco cinematografico, il quadro finale è piuttosto chiaro: non è un film facile neppure da guardare. Melancholia è un trattato psicologico portato alle sue estreme conseguenze, spaventoso, a tratti persino angosciante. No, non è soltanto l’estratto di vita di due anime stanche. e detto questo, dico anche che stanchi saranno anche gli spettatori, a cui non viene risparmiata qualche pesantezza e qualche ripetizione di troppo che finiscono inevitabilmente per appesantire un prodotto già di per sè complesso.

Le interpretazioni sono perfette (notevole Kirsten Dunst, ma anche personaggi secondari come quello di John Hurt), ma i personaggi risultano di una perfezione impermeabile e oseremmo dire quasi incompleta, sempre in attesa di eventi che ne possano esplicare al meglio le attitudini e i comportamenti.

Come altri film d’autore funziona bene sia per i cinefili che per gli intellettuali, ma non è troppo proibitivo da poter essere visto da un pubblico di neofiti. Von Trier è uno dei più importanti autori contemporanei e questa produzione è esplicativa di come registi così unici- per un altro esempio di questa “unicità” si veda Terrene Malick- o si osannino o si odino. Ma è comunque difficile, se non impossibile, porre Melancholia sullo stesso livello di capolavori come Dancer in the Dark. Se l’obiettivo di Von Trier era semplicemente quello di mostrare il suo talento è innegabile che ci sia riuscito; se si tratta invece di fare un film che possa essere apprezzato da un pubblico di non navigati il discorso potrebbe capovolgersi irrimediabilmente.

Verdetto: 3/5

Reviewed by I.B.

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