LINCOLN (2013)

lincoln_1FILM (di S.Spielberg)

LINCOLN DREAMWORKS/TWENTIETH CENTURY FOX

Chi lo adora sin dai tempi di Duel, chi lo reputa un regista di film adatti solo ai ragazzi e chi dice che azzecca un film di tanto in tanto. Quel che è certo è che nessuno rimane indifferente di fronte al cinema di Steven Spielberg.
E’ strano pensare che il biopic su Lincoln, un personaggio che ha conquistato Spielberg sin dall’infanzia, venga realizzato solo dopo più di 40 anni dietro la cinepresa, passati a girare alieni, squali e dinosauri.
 Lincoln racconta di come, negli ultimi mesi di vita, il 16esimo presidente degli Stati Uniti d’America sia riuscito ad abolire la schiavitù, dando al tempo stesso una panoramica a 360 gradi del Lincoln presidente, uomo, marito e padre. Si tratta di una storia americana tipicamente (e a ragione) celebrativa, lunga e articolata, dove le varie personalità politiche si intrecciano in un groviglio non facile da gestire. La ricostruzione storica, basata sul libro Team of the Rivals di Kushner, da cui pure si era ispirato per realizzare Munich, e sceneggiata dallo stesso autore, è precisa e minuziosamente studiata, ma troppo spesso l’uso eccessivo dei dialoghi e della recitazione abbassano l’attenzione del pubblico. Lo sforzo richiesto allo spettatore per seguire la narrazione è notevole, e forse di qualche aiuto risulterà la presenza di volti noti nel cast: Tommy Lee Jones (nei panni di Stevens, antischiavista che da anni lotta per i diritti dei neri), Sally Field (la First Lady) e Joseph Gordon Levitt (il figlio del presidente che ha rapporti problematici con la madre che non lo vuole militare). Ma è Daniel Day Lewis ad offrire un’interpretazione per la quale vincerà probabilmente l’Oscar che lo annovera definitivamente al livello di Pacino e De Niro. Eliminate il doppiaggio criticabile di Favino e concentratevi soltanto sulla mimica facciale: la sua recitazione è perfetta.
Convincenti colonna sonora, con l’inconveniente di accompagnare soltanto poche scene, e fotografia, resa bene anche a lume di candela.
Ma, nonostante il finale sia una perla di rara bellezza e il film farà sicuramente indigestione di riconoscimenti, il lavoro di Spielberg è lontano dall’ispirazione dei giorni di gloria di Schindler’s List, di Ryan, e di Munich. Lincoln infatti potrebbe seguire un’altra linea di pensiero rispetto ai capolavori spielberghiani del passato: è un prodotto in cui l’intrattenimento è sacrificato a favore di un maggiore realismo storico.

VERDETTO: 3/5

Reviewed by I.B.

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