IL DISCORSO DEL RE (2011)

bafta_img_reIl biopic su un re balbuziente alle prese con i doveri dei propri incarichi pubblici non era di per sé una prospettiva allettante per un film memorabile e spesso il genere storico/biografico è stato sinonimo di sterilità emotiva e, per parte del pubblico, di noia. A maggior ragione quindi, ringraziamo Tom Hooper e Colin Firth per averci fatto ricredere. Il primo, regista ancora giovane, si è aggiudicato l’Oscar per la regia, mentre il secondo per il migliore attore. E, senza tener conto dello sconcertante successo al botteghino, Il discorso del re è un elegante dramma introspettivo che diventa immediatamente un classico. Non è sfarzoso, ma racchiude in sé un nucleo di eleganza e sobrietà ormai perdute.
Il veterano Geoffrey Rush ed Helena Bonham Carter sono perfetti nei ruoli minori, ma è con quell’espressione inerme e compressa e con un minuzioso studio del personaggio che Firth ci emoziona, fintanto da farci sperare che da quello sua bocca incapace di esprimersi escano finalmente quelle maledette parole. Nonostante l’Oscar (meritato) Tom Hooper non gira un film perfetto, ma il suo lavoro rimane una sorpresa di pregiata fattura.

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