BLOOD SIMPLE- SANGUE FACILE (1984)

A-still-from-the-Coen-bro-006FILM (di J.Coen;E.Coen)

BLOOD SIMPLE —————–

Paesaggi desolati e sconfinati, armi letali, violenza sparsa ovunque e tanto sangue. Non è un paese per vecchi vero? Sbagliato. Primo tra i film dei Coen, diretto da Joel, prodotto da Ethan e scritto magistralmente da entrambi, Blood Simple-Sangue Facile si interroga sulla natura tendenzialmente perversa dell’uomo. I personaggi dei Coen, dal Drugo di Bridges (Il grande Lebowski) allo psicopatico Anton Chigurh di Bardem (Non è un paese per vecchi), passando per l’Ed Crane di Thornton (L’uomo che non c’era), e negli anni ne abbiamo conosciuti altri, sono carismatiche figure che vivono in una specifica dimensione che i registi elaborano a partire da materiale più o meno divertente. Sono generalmente attratti dal denaro, dal benessere, dal sesso e dalla realizzazione in genere. Anche qui i protagonisti vengono spinti da interessi che vanno oltre la convivenza felice, come in un classico western da cui i Coen sembrano prendere spunto per l’ambientazione texana. Sono uomini crudeli e opportunisti che non sembrano disprezzare più di tanto l’uccisione del prossimo quando questo fa comodo.

In realtà, il mondo di Blood Simple è pervaso da un’ironia, tangibile solo a tratti, mascherata da uno sviluppo narrativo più violento e macabro che in altre occasioni successive. Il noir e la commedia si spengono in un horror dalle atmosfere cupe, in cui gli interni vengono illuminati attraverso le veneziane come Blade Runner ha insegnato, e in cui i due registi non si fanno troppi problemi a girare scene forti che comprendono badili, pistole e coltelli. Su questo i Coen non sono mai stati inferiori al grande maestro dello splatter negli anni ’90: Quentin Tarantino.

Comunque sia, che si tratti di capolavoro o meno, parliamo di una pellicola forte, geniale e giustamente acclamata, in cui è possibile percepire, anni prima dei loro lavori più apprezzati e conosciuti, la magistrale sceneggiatura e lo splendore registico dei due fratelli. Un esordio da non perdere, con il “solito” finale imprevedibile a cementare i tratti distintivi del loro cinema.

Verdetto: 3,5/5

Reviewed by I.B.

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