LO HOBBIT-LA BATTAGLIA DELLE 5 ARMATE: LA RECENSIONE ★★☆☆☆1/2

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IL LUNGO (?) ADDIO

L’addio di Peter Jackson alla Terra di Mezzo è inaspettatamente il capitolo più debole dell’intera esalogia|

hobbit1Concediamoci pure l’attenuante di trovarci di fronte all’adattamento di un libro meno sfaccettato e complesso rispetto a Lord of the Rings e ammettiamo pure l’esiguità del materiale letterario alla base di questo “defining chapter”, fatto sta che la sensazione amara che la trilogia de Lo Hobbit si concluda con il suo peggior capitolo (cinematograficamente parlando) è legittima. Opera dalla durata spedita, La Battaglia delle 5 armate soffre la dilatazione temporale irrisoria degli eventi (la quasi totale assenza di notturni indica che ciò a cui assistiamo ha luogo nell’arco di qualche giorno) ma soprattutto l’essere circoscritta per tutta la sua durata in un unico campo di battaglia (Erebor), un set magniloquente ma dal respiro poco ampio che annulla il tema (dominante nei precedenti episodi) del viaggio e della lontananza da casa e rende questo film una carrellata di duelli che con lo scorrere del tempo deludono.

D’altra parte l’assenza di gran parte dei personaggi che hanno reso immortale la saga precedente e la “mediocrità” dei nuovi protagonisti (molti nani e Radagast sono così mal riusciti che il regista è costretto a mantenerli in stato vegetativo sullo sfondo) costringono Jackson ad affidarsi a sfiancanti scontri corpo a corpo e al ritorno di Gandalf (Ian McKellen), il quale tuttavia non ha alcun ruolo significativo nello scorrere degli eventi come del resto non lo hanno le figure che invece dovrebbero essere centrali nella narrazione (Bilbo, i nani). Solo Thorin (Richard Armitage), per quanto non affascinante quanto un Aragorn, riesce a dare un po’ di spessore al film, salvo poi uscire di scena nel deludente duello con Azog sul lago ghiacciato, preparato da Jackson con consumata maestria ne Un viaggio inaspettato, ma concluso qui senza emozionare. La new entry, Dàin (Billy Connelly), è decisamente sopra le righe e poco credibile, tanto da rendere la sua apparizione del tutto superflua.

L’altro difetto preponderante ne La Battaglia delle 5 armate riguarda l’effettistica digitale: Jackson fa uso e abuso di CGI, non solo nel mettere in scena la vastità degli eserciti in gioco ma anche e soprattutto nel dipingere i cieli e i paesaggi neozelandesi, da soli protagonisti dei precedenti capitoli con la loro presenza mozzafiato, qui rovinosamente alterati da un’eccessiva e fastidiosa manipolazione dell’immagine (non a caso le panoramiche a volo d’uccello che da sempre portano il marchio di fabbrica di Jackson si contano sulla punta di un solo dito). Presentati in un contesto indefinito, quasi da videogame, i personaggi e le situazioni perdono del calore richiesto e conseguentemente i sentimenti si raffreddano, lasciando spazio alle spettacolari azioni di Legolas (Orlando Bloom), che ormai scoraggiato dai continui rifiuti di Tauriel (Evangeline Lilly) preferisce dedicarsi al suo passatempo preferito: decapitare orchi nei modi più stravaganti possibili – e ai cinefili più accaniti non sarà sfuggita la (auto)citazione che Peter Jackson fa del suo King Kong, quando il biondo elfo si aggrappa ad un pipistrello e sorvola il nemico. Per quanto riguarda invece l’ironia non è mai chiaro in che misura sia Jackson a richiederla e in quale sia soltanto il frutto di interpretazioni sopra le righe da parte di alcuni caratteristi.

Fortunatamente in una cosa il buon Peter sembra rimasto lo stesso di un decennio fa: nella sua innegabile abilità di ritrarre i conflitti sotto i loro differenti aspetti, da quello strategico (le panoramiche dall’alto permettono di visualizzare il movimento delle masse di soldati) a quello civile (i volti dei bambini e delle donne che fuggono dalle città sono come al solito efficaci), il che permette di salvare almeno parzialmente un film altrimenti banale e sbrigativo. Jackson sembra riprendere padronanza della sua creatura solo nel finale, quando Gandalf e Bilbo, dopo aver salutato la Compagnia, intraprendono il viaggio di ritorno e la Contea ridona al film l’inconfondibile atmosfera che caratterizza il resto della saga, ma ormai è troppo tardi: l’anello che tiene in scacco Bilbo appartiene ad un altro film e la banalissima chiosa ce lo conferma.

E a voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

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7 risposte a “LO HOBBIT-LA BATTAGLIA DELLE 5 ARMATE: LA RECENSIONE ★★☆☆☆1/2

  1. Noooooooooo …. lo stavo aspettando con ansia!!!! Sigh, spero di avere una sensazione di delusione meno cocente della tua! 😦
    Grazie comunque come sempre per il buon servizio di testimonianza! 🙂

  2. Ora non ci sono piu scuse. Jackson ha stuprato Tolkien nel peggiore dei modi. Io l’ho trovato inguardabile, penso fermamente che sia un insulto a chi ama tolkien e il suo mondo.

    • Mi accodo senza ripetere lo stesso concetto con parole diverse… anche perché per questa schifezza ne ho spese anche troppe… Dopo la rabbia del momento, confermo il mio giudizio, che traducendolo in stelle credo non andrebbe oltre 1.

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