BROTHERS: LA RECENSIONE ★★☆☆☆1/2

brothers-2★★☆☆☆1/2

Brothers pone interrogativi interessanti…ma sono spunti che purtroppo cadono nel vuoto |

Brothers-Poster-upcoming-movies-7058191-950-1406Sam (Tobey Maguire), veterano dei marine e padre di famiglia, viene dato per morto durante la sua ultima avventura in terra afghana. In patria lascia la moglie Grace (Natalie Portman), due figlie, un padre che ha sempre stravisto per lui (Sam Shepard) e Tommy (Jake Gyllenhaal), fratello minore dal presente alquanto instabile. Come nel caso del precedente In America, l’elemento di partenza del regista Jim Sheridan è una famiglia alle prese con le sue tensioni interne e le sue difficoltà esterne. Spacciato come “drammone”, Brothers in realtà non sfugge alle regole del suo genere. Riportando in scena ciò che abbiamo visto più volte, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi (dal fedele marine in Afghanistan allo sbandato fratello delinquente, fino alla bella mogliettina del primo che si occupa amorevolmente dei figli), il vero interesse nel vedere Brothers non è tanto scoprirne gli sviluppi, quanto più quello di vedere un cast ottimo alle prese con un soggetto che, a fronte delle decine di film incentrati su storie simili, non lo è. Tutti attendevano, inutile dirlo, il ritorno a casa dell’eroe e la situazione paradossale che egli avrebbe incontrato nel vedere le proprie figlie spaventate dal suo arrivo ma allietate dalle moine dello zio redento. Fino a quell’incrocio obbligato ma dalle conseguenze incontrollabili però, si tratta di un materiale talmente prevedibile che si sarebbe dovuto trattare con cura maniacale, onde evitare qualche sbadiglio di troppo per lo spettatore che difatti arriva. Purtroppo Sheridan non ha la sensibilità del grande autore, né vuole azzardare a compiere mosse potenzialmente controproducenti o moralmente scorrette. Ma senza addentrarsi in discorsi della serie “avrebbero dovuto farlo così” (visto che comunque il film altro non è che un remake hollywoodiano di un film di Susanne Bier, a sua volta basato su un romanzo), e analizzando il film come pura narrazione per immagini, è troppo difficile credere, per esempio, a sviluppi inverosimili come la redenzione immediata del personaggio di Gyllenhaal. Parliamo purtroppo di un film superficiale che cerca di far leva su un troppo fragile sentimentalismo, con il mediocre esito di coinvolgere solo fino a un certo punto. Non ci viene in aiuto una regia con poche idee e nessun guizzo veramente degno di nota.

Naturalmente Brothers pone interrogativi di tutto rispetto (l’amore che lega una famiglia può spezzarsi per sempre?), quantomeno curiosi (che cosa succede quando scopri che tuo marito dato per morto non è morto davvero?): ma sono spunti che cadono nel vuoto mancando di far fare all’opera il salto di qualità di cui necessitava. Gyllenhaal (ormai attore maturo e sottovalutato) si chiude bene in se stesso e la Portman sa recitare molto bene. Quanto al paranoico Tobey Maguire, “Spidey” è croce e delizia del film: è l’attore più esperto e con il ruolo migliore, che a tratti conquista ma in altri risulta poco credibile. A conti fatti poco peso hanno tali sottogliezze, perché i luoghi comuni in questo film sono talmente tanti da far chiudere più di un occhio sulle altre pecche del film. “Sono un cliché”, commenta la Portman. Almeno lei ha centrato il punto della questione.

E a voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...