RUSH – LA RECENSIONE ★★★☆☆1/2

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Howard torna sul suo terreno preferito: quello delle storie vere e delle rivalità individuali |

Rush-posterSe si dovesse riassumere con una sola parola l’intera produzione di Ron Howard, se un calcolatore riuscisse a ricavare un ipotetico minimo comune multiplo dei suoi film più significativi, il termine che ne uscirebbe sarebbe sfide. Sfide con la Natura (ecco a voi Apollo 13), con se stessi (A beautiful life, Il Grinch) e per gli altri (Cinderella Man). Tralasciando le sue ultime e mal digerite avventure “danbrowniane” (in cui pure una sorta di sfida veniva lanciata all’ignoto misterioso) e guardando al suo quartultimo film, Frost/Nixon, forse si riesce a contestualizzare al meglio anche Rush, opera spettacolare che ripercorre la rivalità storica tra Niki Lauda (Daniel Bruhl) e James Hunt (Chris Hemsworth).

Certo, per quanto siano film in qualche modo assimilabili, Ron Howard è talmente concentrato sulle vite dei suoi personaggi ed è così catturato dalla passione per le (epiche) storie vere che quasi si rischia di scambiare Rush come documentaristica ricostruzione storica di un evento sportivo, prodotto isolato di una carriera dedicata ad emozionare con storie di pubblico dominio. Ma Rush, è bene chiarirlo anche a costo di risultare ripetitivi, è l’ultimo tassello di un percorso glorioso, sfaccettato ma complessivamente coerente che Howard porta avanti da ormai molti film. In quanto tale, questo film risulta a tratti meccanico (ma è veramente un difetto, trattandosi di corse automobilistiche?), e i memori del suo Frost/Nixon non avranno avuto modo di stupirsi nemmeno quando il conflitto tra Lauda e Hunt cede il passo al rispetto che entrambi nutrono l’uno verso l’altro, con una parte finale che mostra in qualche modo una maturazione condivisa. Cose già viste, insomma, ma che viste nell’ottica dei due nuovi personaggi di turno (descritti al meglio dal copione e dai due attori) risultano scorrevoli quanto le automobili nel film.

Grazie ad una cinepresa in costante movimento, innervosita dai giri del motore delle vetture, Ron Howard affronta con una certa disinvoltura quello che a conti fatti potrebbe essere il suo miglior lavoro dai tempi di A beautiful mind. Imperdibile per i tifosi delle quattro ruote e ugualmente piacevole per tutti gli altri, questo film sportivo allontana (solo momentaneamente, purtroppo) Dan Brown e i suoi misteri.

A voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

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