FILMCULT#5 – IL CAVALIERE OSCURO

The_Dark_Knight_-_Trailer_3★★★★★

Dramma noir con evidente attenzione sulla gigantesca prestazione di Ledger |

Il-Cavaliere-Oscuro-Poster-USA-2 (1)Non sarebbe difficile, nel pieno rispetto delle più diverse opinioni personali, annoverare Il cavaliere oscuro un gradino sopra tutti gli altri film sui supereroi e addirittura uno dei più grandi film dello scorso decennio. Con un bel calcio nel sedere a coloro che sono convinti che film del genere non siano altro che teen movies banali e prevedibili, Christopher Nolan porta sullo schermo un dramma noir ancor prima che l’adattamento cinematografico di una graphic novel o un action movie. Tutta la vicenda -se si esclude una breve scampagnata ad Hong Kong in cui Bruce Wayne usa la sua immagine pubblica di playboy come diversivo per compiere le sue indagini da detective- si consuma sotto il cielo di una Gotham City precipitata nel caos sotto il segno del miglior villain mai apparso sul grande schermo. Il Joker di Heath Ledger (la cui apparizione iniziale in una scena diventata cult fu l’unico spezzone di film che l’attore riuscì a vedere ultimato, poco prima di essere trovato morto per overdose) non è niente di più che un clown che semina il panico costringendo Bruce Wayne a rivalutare la posizione del vigilante mascherato. Ma che prestazione! Quale irripetibile risultato! E con il principino di Gotham, anche (il qui promosso commissario) Gordon e il procuratore distrettuale Harvey Dent avranno del filo da torcere, con quest’ultimo che si trasforma nella peggiore versione della degenerazione umana.

Il film di Nolan, liberato dall’origin story/dramma esistenziale/revenge story di Batman Begins, riflette immancabilmente l’intento del regista di esplorare la psiche dei suoi personaggi, senza che l’azione ne risenta (un camion ribaltato e un ospedale fatto saltare in aria dal Joker vi sembrano troppo poco?). Semmai a mancare completamente è l’ironia, ma il successo planetario del film dimostra che non solo i filmetti comici riescono a fare incasso. Quindi nessun dubbio di trovarsi effettivamente di fronte ad un prodotto organico e adulto, violento e sfaccettato, il cui clamore ha reso tributo al talento di Nolan.

Com’era prevedibile le battute migliori sono riservate al Joker (“fermo o ci perderemo i fuochi d’artificio”, “non ti ucciderò perché sei troppo divertente” e ancora “vuoi sapere come mi sono fatto queste cicatrici?”), anche se maggiore attenzione nel finale viene riservata alla caduta del mito di Harvey Dent, con un Aaron Eckhart bravo nella seconda parte del film quanto nella prima. Maggie Gyllenhaal, posata e realistica nell’unico ruolo femminile, non fa certo rimpiangere Katie Holmes.

Alla fine, come esplicitamente annunciato dal Joker, avrete la sensazione di aver assistito ad “un esperimento sociale” su larga scala condotto al fine di dimostrare l’imperfezione morale dell’umanità. Il finale è tragico e appagante, una conclusione non monumentale ma brillante che la frase finale di Gary Oldman sintetizza perfettamente e che, con il senno di poi, il terzo film avrebbe potuto rovinare. Quella di Nolan rimane un’opera anarchica, certo, ma pur sempre stilisticamente impeccabile, e il suo cavaliere dark è quanto di più perfetto ed esaltante Hollywood abbia mai realizzato a partire da un fumetto. Tra tutti coloro che lo acclamano ancora oggi, solo Nolan getta acqua sul fuoco definendolo il suo “film più sopravvalutato”: si sbaglia.

A voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

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