LA PROFEZIA (pt2)

Oscar 2014: in questa seconda puntata della mia profezia (leggi qui la prima parte) mi occuperò delle categorie “minori”, che poi minori non lo sono neanche tanto, per esperienza le più difficili da indovinare. The Cinema Company prova a svelare il mistero, con la riserva di poter essere totalmente smentita la notte del 2 marzo.

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Miglior sceneggiatura originale: Spike Jonze – Lei

American Hustle (David O’Russell) e Blue Jasmine (Woody Allen) sono scritti egregiamente dai loro stessi registi, così come Nebraska e Dallas Buyers Club, che muovono terreni (quasi) vergini. Ma la follia di Spike Jonze (Essere John Malkovich) potrebbe, dovrebbe avere la meglio.

Miglior sceneggiatura non originale: Billy Raid – Captain Phillips-Attacco in mare aperto

Una vittoria sul filo del rasoio. Con in lizza per la vittoria finale 12 Anni Schiavo, The Wolf of Wall Street e Philomena la concorrenza è così spietata da rendere la contesa per la sceneggiatura non originale una delle chicche più interessanti della serata. Non del tutto convinto (e come potrei esserlo?) provo a premiare la storia di pirati (somali, non quelli dei Caraibi) con Tom Hanks, diretta dal grande Paul Greengrass.

Miglior film straniero: La Grande Bellezza

Per tutti è il favorito, soprattutto ora che la storia d’amore lesbico de La vita di Adele è definitivamente fuori dai giochi. Mi accodo…non resta che sperare.

Miglior film d’animazione: Frozen

In cuor mio spero che, memore degli stupendi La città incantata e Porco Rosso, l’Academy possa premiare l’ultimo e definitivo capolavoro del Disney giapponese Hayao Myiazaki, Si alza il vento. Ma Frozen, e con lui la Disney, sembra il primo della lista, forse non del tutto meritatamente (come? Escluso Monsters University?).

Miglior fotografia: Emmanuel Lubecki – Gravity

Quando Amstrong atterrò sulla Luna, pensò per alcuni istanti che sarebbe stato l’unico uomo della storia a poter ammirare quel paesaggio dall’alto. Ma ancora non sapeva che Gravity sarebbe riuscito a mostrarcelo con noi comodamente seduti su una poltrona indossando un semplice paio di occhiali.

Migliori effetti speciali: Chris Lawrence – Gravity

Il drago Smaug di Peter Jackson è monumentale e riuscitissimo. Ma persino lui, al cospetto di quello che gli artisti di Gravity hanno creato, sembra un piccolo e innocuo hobbit.

Altre categorie:

Miglior montaggio: Captain Phillips (Christopher Rouse)

Miglior colonna sonora: Gravity (Steve Price)

Miglior canzone: Mandela – Long walk to freedom (U2.Ordinary Love)

Miglior documentario: The Act of Killing

Ora non mi resta che sperare!

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