IL CAVALIERE OSCURO-IL RITORNO (2012)

Dark Knight RisesFILM (di C.Nolan)

THE DARK KNIGHT RISES WARNER BROS./DC COMICS

Bruce è alle prese con una depressione sempre più buia, incapace di trovare stimoli dopo la scomparsa di Rachel. Il costume di Batman non gli appartiene più, almeno fino a quando Selina Kyle (alias Catwoman) prima e Bane poi daranno del filo da torcere al vendicatore di Gotham City. Mercenario e abile stratega, Bane (Tom Hardy) è la grande novità che il film presenta. L’avversario di Bruce non è più l’immortale testa di demone di Ra’s al Ghul né il Due Facce di Eckhart o lo Spaventapasseri, bensì un uomo tutto muscoli e mente capace di imporre il conflitto armato a Gotham City (“sono la resa dei conti di Gotham”). Tra i poliziotti, in un dipartimento che rimane corrotto, il  giovane Falcone, interpretato da Joseph Gordon Levitt, è un’assicurazione per un eventuale spin off che forse Warner produrrà, così come come la Catwoman della Hathaway. Per il resto troviamo i nostri beniamini a partire da Michael Caine nel ruolo di maggiordomo Alfred passando per Gary Oldman, Morgan Freeman e, almeno in suggestivo e memorabile flashback, Liam Neeson.

Nonostante possa considerarsi un enorme film d’autore, la saga del cavaliere oscuro appartiene per molti aspetti al genere catastrofico ma il dettagliato lavoro di Nolan, che si dimostra una certezza più che un talento, ci permette di apprezzare questo finale con tanto di riflessione d’attualità (cosa che non sarebbe passata nella mente di un regista come Roland Emmerich): così come era stato per il duello con Ra’s, anche con Bane viene riproposto il tema dell’influenza orientale sul mondo europeo ed americano. Ma, ancora più evidentemente, Nolan ci fa capire che lo scopo in parte condivisibile del nemico, che poi è anche la costruzione di una nuova società che ne sostituisca una malata e corrotta, e che veniva prima accentuato dal terrore antidemocratico della Setta delle Ombre e poi estremizzato proprio dal violento Bane, non deve necessariamente giustificare i mezzi.

Un riferimento speciale va agli effetti speciali che, benché portati ad un limite che solo il cinema è in grado di sostenere, ci ipnotizzano davanti allo schermo, delineando talvolta una ricercatezza ed eleganza che nessun film sui supereroi (compreso il decantato Avengers di Whedon) può vantare. Il lato umano di un ottimo Bale è ciò che forse ci piace di più sottolineare di questa trilogia che passerà alla storia come una delle migliori del cinema americano. Dal finale che ci ricorda Inception al collegamento che il film ha con Batman Begins, tutto è portato avanti con stile. Stile, quindi, ed emozione. La palla ora passa a Zack Snyder e Ben Affleck: ce la faranno almeno a non sfigurare?

Verdetto: 4/5

Reviewed by I.B.

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